Recensioni


Una delle prerogative principali dell'artista è quella di immaginare mondi fantastici per contemplarli trasferendovi emozioni, sensazioni, pulsioni, ricordi e stati d'animo, che rasserenano la mente, la sollevano dall'inquietudine, la liberano dalle barriere dello spazio e del tempo.
E' con questo obiettivo che Oronzo De Matteis dipinge i suoi quadri che trasportano l'anima nell'universo liquido delle onde maestose dell'oceano. La potenza del mare è raffigurata come acqua in movimento dalle cangianti tonalità cromatiche che oscillano dal bianco della spuma all'azzurro intenso della massa dell'onda. Anche se va detto che, nell'ultima produzione artistica, il De Matteis ha sostituito l'azzurro con il verde smeraldo, ottenendo un effetto più rasserenante e pacato e rendendo più mediterranee le immagini.

Unico elemento vitale nei quadri del De Matteis è rappresentato dai gabbiani, tratteggiati con semplici e schematiche linee ondulate, che danno la percezione di una variazione nei colori predominanti (colori utilizzati sono il bianco e, per creare sfumature, il nero, il rosa salmone, il rosso) e sottolineano la distinzione tra esseri animati, in volo planare alla ricerca di una stabilità nel flusso tormentoso e impetuoso dell'esistenza, pronti a sfidare titanicamente il rischio di essere sommersi, e la forza avvolgente dei marosi.

L'arte del De Matteis potrebbe essere paragonata ad una terapia psicologica. Osservare un quadro del Nostro, infatti, significa smarrirsi, naufragare nell'immensità, allontanarsi dalla realtà, aprire uno squarcio in un'altra dimensione e disperdersi. L'angolazione dal basso verso l'alto, con la quale i soggetti sono ripresi, garantisce una sensazione di totale serenità: l'infinito in uno spazio finito e l'eternità in un attimo accrescono il desiderio di dissoluzione, il cupio dissolvi nella natura, per ritornare, catarticamente purificati dalle umane passioni, all'elemento originario della vita.

In questa ottica De Matteis addirittura si potrebbe considerare un artista New Age, in quanto egli interpreta la tendenza, connaturata in ogni uomo, a ricercare l'armonia e la pace nella natura e con la natura, esigenza essenziale della cultura del nuovo millennio. A testimonianza di ciò, basta citare il fatto che il De Matteis in un altro filone della sua produzione artistica ha riprodotto iperrealisticamente (utilizzando il punto di vista dal basso verso l'alto), prati erbosi soleggiati e rigogliosi, ottenendo ugualmente quella sensazione di immersione vitalistica e partecipe nella vita degli esseri animati e inanimati, sensazione che avvicina l'uomo all'universo e gli fa ritrovare il senso stesso, spesso smarrito nei labirinti della quotidianità, della sua esistenza.
Giorgio Barba



Oronzo De Matteis, un artista che ha viaggiato e viaggia tanto, per il desiderio connaturato di osservare e assorbire le forme e le sfumature di tutti i mari del mondo. I suoi oceani sono stati presentati a Toronto, a Parigi, a New York, a Ferrara, a Barcellona, a Linz.

De Matteis dipinge il mare non come siamo abituati a guardarlo o a vederlo raffigurato, ma lo rappresenta come se vi fosse immerso, come se fosse egli stesso una creatura che vive sui fondali marini. Sulle sue tele prendono vita i colori, i moti, le suggestioni del mare aperto, dell'oceano, che sembra infinito, ogni volta diverso con le sue trine spumeggianti che decorano la sua superficie. Il pittore degli oceani ha sempre e solo dipinto il mare come se gli fosse stata affidata la missione di esserne il portavoce, come se fosse protetto da Poseidone, che gli permette di guardare, osservare e catturare sulla tela le Nereidi amiche dell'uomo. Le Nereidi dal mare piatto si sollevano in salti e volute d'acqua e le loro voci sono ogni volta diverse, diventano musiche, armonia. Non si può, infatti, guardare le opere, le onde di De Matteis senza sentire il suono avvolgente e polifonico del mare e percepire il volo lieve e quasi impercettibile dei gabbiani che suggerisce libertà, entusiasmo e voglia di vivere.

Rappresentante dell'Action painting, corrente artistica del Novecento, per la scelta e la produzione dei colori, De Matteis si rifà ai grandi maestri del passato. Egli, infatti, fa da sé i suoi colori, li ricava dalla terra secondo antiche ricette.

Un artista, dunque, che nella sua produzione, non tralascia nessuna grande entità del Creato: il mare, il cielo e la terra
Anna Maria Leccese


La vera arte pittorica, a mio avviso, non è né mera fotografia (riproduzione della realtà sensibile), né eccessivo simbolismo (perdita nell'"irrealtà" fantastica), ma quella che riesce a congiungere la realtà con il suo significato profondo ("il reale").

La vera arte è dunque quella che sa captare contemporaneamente con gli occhi del corpo e con le antenne dello spirito, unendo e comunicando la superficie del dato con l'emersione del suo senso emotivo profondo.

E' questa l'alta qualità delle opere del Maestro De Matteis, il quale sa infondere nei suoi oceani e nei suoi paesaggi la vita e la potenza degli elementi, catturando immediatamente il fruitore, il quale inavvertitamente entra nei quadri, magari identificandosi in un gabbiano, e incomincia a pulsare con quella medesima forza vitale che palpita sia dentro che fuori di sé.

Emanuele Chimenti


Oronzo De Matteis, maestro dell'Action Painting, è un grande amante dei viaggi e della libertà. Le sue inquiete masse d'acqua, trionfo d'azzurri, celesti e blu cupi, contrastanti con la violenza cromatica della vegetazione acquatica e il candore lattiginoso delle schiume marine, sono un suggestivo inno alla natura, al movimento, alla vita...

Quella del De Matteis è un'arte che non va interrogata né interpretata, ma soltanto goduta.
Paola Borracci



Oronzo De Matteis, pittore materico, dipinge da quasi mezzo secolo. Appartiene alla scuola dei pittori gestuali americani come Hans Hartung, Jackson Pollock, Franz Kline, Wileen De Kooning.

Di ritorno da Monaco, De Matteis porta a Parigi il frutto di una vasta esperienza maturata in alcuni anni di peregrinazioni europee ed internazionali.

Nel mirino di un microscopio cellulare "non vivente" si addensa una tempesta nucleare, che De Matteis coglie, rigetta sulla tela e compone oggettivamente, quasi perdendosi nell'inconscio fatale messaggio che va raccolto e medito.

Jean Le Brune




- Come mai nelle sue tele un motivo sempre ricorrente è il mare?

... "E' difficile ottenere qualcosa di nuovo nel campo dell'arte. Dipingendo queste grandi masse oceaniche i fruitori sono colpiti proprio dal movimento che gli imprimo, da quella spuma che, chi vive il mare, riconosce subito"

...

Che prova per il mare, come mai lo dipinge?

"Risponderò con una frase molto bella... <<è la meraviglia globale dell'umano sapere>>"...

Rossana Minunni (intervista)





De Matteis, l'infinito nell'arcobaleno delle onde...

Donato Valli

I toni delle sue tempeste di fatto corrispondono a stati profondi dell'inconscio con cui evita accortamente ogni riduttiva forma di imitazione.

Vito D'Armento



E' la forza entusiasmante e prorompente del mare... La bellezza plasmata degli azzurri trasmuta la visione nel frastuono delle onde.

Sempre ed ovunque, nei quadri di De Matteis c'è l'affascinante spettacolo di una natura incontaminata.

La creatività dello spirito si unisce all'abilità pittorica dell'artista coniugando il passato del vivo del presente: un desiderio inappagato di un bene quasi perduto...

Giulia De Focatiis